UnaVita Migliore opera prima di Fabio Del Greco
Ricevo e volentieri pubblico, questo comunicato stampa (il mittente è sotto riportato)…e dato che il mio blog per definizione non è un organo di stampa, ma uno strumento di puro svago e di divulgazione dei miei hobbies, in questo caso informarmi sul mondo del cinema e rendervene partecipi.
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realizzata con la formula produttiva, ormai diffusa tra i giovani
autori di film italiani, della compartecipazione produttiva di troupe e
cast, senza alcun tipo di contributo pubblico. L’autore sceglie una
strada low low budget per cercare un respiro di libertà e di totale
indipendenza nella realizzazione di questo film. A far da scenario alle
vicende del film è la città di Roma. Protagonista della vicenda è
Andrea Casadei (interpretato dallo stesso Fabio del Greco) un giovane
investigatore specializzato in intercettazioni audio. Si incontra
spesso a piazza Navona col suo amico Gigi, artista di strada frustrato
e ossessionato dal dover raggiungere il successo a tutti i costi, con
il quale condivide la passione per i microfoni e le intercettazioni.
Sconvolto dal mistero della scomparsa di un amico comune, Andrea decide
di abbandonare i lavori su commissione per cambiare vita e riflettere
sulla
propria esistenza.
Accompagnando Gigi al provino del film “Vampiri in
città” incontrerà l’attrice Marina (interpretata da Chiara Pavoni) e
grazie ad una microspia entrerà lentamente nella sua vita fino a
scoprirne veleni e segreti. Come detto la vicenda si snoda dal centro
alla periferia di Roma rendendo la città stessa protagonista del film.
“Spesso i luoghi in cui le persone vivono - afferma Fabio Del Greco -
sono fondamentali nel plasmare una comunità, le sue abitudini e le sue
caratteristiche. I personaggi si muovono – continua il regista - come
su una scacchiera, forse trasformati in pedine dalla città e dalla
società stessa”. In questa storia le immagini della città si prestano a
rappresentare anche le interiorità dei personaggi, la metropoli
rappresenta, infatti, il luogo ideali per un noir.
“L’idea di realizzare questo film - spiega Del Greco - prende spunto dalla mia personale esperienza: molti anni
di lavoro a contatto con un certo sottobosco del mondo dello
spettacolo, dove per raggiungere con ogni mezzo il successo e la
popolarità, meta ideale dell’epoca dell’immagine, le persone
sprofondano in una sorta di degrado delle relazioni umane”.
Certe
atmosfere noir ben si adattano a raccontare tutto ciò e una ricerca di
tipo esistenziale ha contribuito a tirare in ballo altre tematiche:
pensiamo al potere e alla precarietà economica che condiziona
l’esistenza umana, costringendo a scendere a compromessi. Questo film -
che verrà proiettato dal 30 novembre al 7 dicembre presso il “Cineclub
Detour”,via Urbana 47a – forse è anche una riflessione sull’arte di
osservare, di ascoltare, insomma di quello che si fa quando si esce dal
mondo reale per raccontarlo.
Roma lì 16/11/2007
Ufficio stampa
www.monitorefilm.com www.myspace.com/fabiodelgreco
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