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	<title>Prossimamente al..... &#187; Riedizioni</title>
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		<title>Restaurato &#8220;Ladri di Biciclette&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 14:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il film prima opera da regista di Vittorio De Sica e subito capolavoro, infatti si aggiudicò l&#8217;oscar come miglior film straniero nel 1950, nel 1958 il film venne dichiarato come il terzo miglior film di tutti i tempi dopo La corazzata Potemkin (di fantozziana memoria) e La febbre dell&#8217;oro da una giuria internazionale di critici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><img style="max-width: 800px; float: left; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.prossimamente.net/wp-content/uploads/2009/03/ladribici.jpg" />Il film prima opera da regista di Vittorio De Sica e subito capolavoro, infatti si aggiudicò l&#8217;oscar come miglior film straniero nel 1950, nel 1958 il film venne dichiarato come il terzo miglior film di tutti i tempi dopo <b>La corazzata Potemkin</b> (di fantozziana memoria) e <b>La febbre dell&#8217;oro</b> da una giuria internazionale di critici in occasione dell&#8217; Esposizione universale di Bruxelles.<br />Bene, da vent&#8217;anni nessuno ha potuto vederlo&#8230;..grazie al Casino di Venezia il film può ritrovare gli applausi persi.</div>
<p>La rinascita di «Ladri di biciclette », opera dimenticata da governi e ministeri. «Centotrentacinquemila euro per renderla immortale, o quasi. Come merita. Un restauro con tecniche digitali », spiega Pizzigati. E l&#8217;impegno del Casinò — il cui logo, oro in campo rosso, appare all&#8217;inizio e dopo i titoli di coda — di realizzare proiezioni gratuite ovunque. A cominciare da Salemi, dove l&#8217;ha fortemente voluta il sindaco Vittorio Sgarbi. «Mi disse &#8220;questo non è un film è un capolavoro artistico e come tale va divulgato&#8221;», ricorda Pizzigati.</p>
<div align="justify">Da rammentare anche il plauso bipartisan del ministro per i Beni culturali Sandro Bondi e di Massimo Cacciari all&#8217;anteprima del film «rigenerato», nella sala Perla, durante la Mostra del cinema. Al Lido: dove De Sica raccolse infiniti applausi, e dove coltivò la passione per il gioco d&#8217;azzardo. </div>
<p>
<div align="justify">Ecco il legame con il Casinò di Venezia. «Questo investimento è una sorta di risarcimento al De Sica giocatore, che sui tavoli verdi ha lasciato molti soldi — dice Pizzigati —. Anche i figli, Christian e Manuel, quando li ho visti per parlare del restauro, mi hanno raccontato le vacanze con il padre. &#8220;Diceva: andiamo dove volete voi&#8230; Sanremo, Venezia, Montecarlo o Saint Vincent&#8230;&#8221;. Tutte località con il Casinò». Christian De Sica sorride: «Mario Puzo, l&#8217;autore del &#8220;Padrino&#8221;, definì papà uno dei tre più accaniti giocatori ai tavoli di Las Vegas, assieme a un cinese e un indiano. Sono certo che ora da lassù sarà contento di sapere che una casa da gioco ha pagato per salvare un suo film».<br /><img style="max-width: 800px; float: left; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.prossimamente.net/wp-content/uploads/2009/03/ladridibiciclettestaiola1948.jpg" /></div>
<p>
<div align="justify"><b>La Trama:</b><br />
<blockquote><small><i>Roma, secondo dopoguerra: Antonio Ricci (Lamberto Maggiorani), un disoccupato, trova lavoro come attacchino comunale. Per lavorare, però, deve possedere una bicicletta e la sua è impegnata al Monte di pietà, per cui la moglie, Maria deve impegnare le lenzuola per riscattarla. Sfortunatamente, proprio il primo giorno di lavoro, la bicicletta gli viene rubata mentre incolla un manifesto cinematografico. Antonio rincorre il ladro, ma inutilmente. Andato a denunciare il furto alla polizia, comprende che le forze dell&#8217;ordine non potranno aiutarlo nel ritrovare la bicicletta. Tornato a casa disperato e amareggiato, coinvolge nella ricerca un suo compagno di partito che mobiliterà i suoi colleghi netturbini che all&#8217;alba, insieme a lui ed a suo figlio Bruno, che pure così piccolo lavora ad un distributore di benzina, andranno a cercarla a Piazza Vittorio prima e a Porta Portese poi, dove tradizionalmente allora, e dicono anche oggi, andavano a finire le cose rubate.</p>
<p>Ma non c&#8217;è niente da fare, la bicicletta ormai smembrata nelle sue parti non si trova. Per la disperazione Antonio si rivolgerà persino ad una &#8220;santona&#8221;, una sorta di veggente, che accoglie nella sua casa una varia umanità afflitta e disgraziata. Il responso sibillino della santona è quasi una presa giro: «O la trovi subito o non la trovi più».</p>
<p>A Porta Portese un vecchio barbone viene visto da Antonio insieme al ladro, che subito si dilegua. Anche il vecchio vuole sfuggire a Maggiorani che lo segue sino ad una mensa dei poveri dove dame di carità della pia borghesia romana distribuiscono minestra e funzioni religiose agli affamati. Antonio costringe il barbone a farsi dare il recapito del ladro ma è solo per caso che s&#8217;imbatte in lui in un rione malfamato dove tutta la delinquenza locale sostiene il ladro minacciando la vittima del furto. Neppure il &#8220;buon carabiniere&#8221; &#8211; figura tipica e popolare dell&#8217;uomo giusto ma benevolo &#8211; chiamato, vista la malaparata per il padre, da Bruno può fare nulla, in mancanza di testimoni, per arrestare il ladro.</p>
<p>Stravolti dalla stanchezza Antonio e Bruno aspettano l&#8217;autobus per tornare a casa quando il padre vede una bicicletta incustodita che tenterà di rubare ma sarà subito fermato e aggredito dalla folla. Solo il pianto disperato di Bruno, che muove a pietà i presenti, gli eviterà il carcere.</p>
<p>Il film si chiude sul mesto ritorno, mentre si sta facendo notte a Roma, di Bruno che stringe la mano del padre per consolarlo.<br /></i></small></p></blockquote>
</div>
<p><b>Fonte</b>: Corriere.it e Wikipedia</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=6268afc8-8815-4d3d-8353-0b36607e34b4" /></div>

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